Telemedicina, futuro per la presa in carico delle malattie croniche

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Telemedicina, futuro per la presa in carico delle malattie croniche

ma serve investire in medici ed infermieri e nella loro formazione

Telemedicina, futuro per la presa in carico delle malattie croniche

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“Telemedicina è supporto a distanza per fornire prestazioni sanitarie, per attività di consulenza tra specialisti e per contatti con gli assistiti”.

Con queste parole Walter Locatelli, Collegio Probiviri FIASO, ha aperto la sessione “La Telemedicina negli ospedali: collante per un nuovo DM 70” della giornata dedicata alla “Telemedicina come strumento di cambiamento del SSN: verso una nuova medicina”, della Winter School 2022 di Napoli, dal titolo “Cambia la Sanità. Reinventare Processi, Ruoli e Competenze”, organizzata da Motore Sanità, promossa e divulgata da Mondosanità e Dentro la Salute e realizzata con il contributo incondizionato di Gilead, Janssen Pharmaceutical Companies of Johnson & Johnson, AlmavivA, Daiichi Sankyo, GSK, IBM, Sanofi, Angelini Pharma, Kyowa Kirin, Siemens Healthineers e Teva.

Walter Locatelli ha così spiegato: “Diverse sono le prestazioni supportate dalla ‘telemedicina’: televisita, teleassistenza, telemonitoraggio, teleconsulto, etc....particolarmente fruibili in ambito di presa in carico delle ‘cronicità’ con l’obiettivo di supportare gli assistiti nel percorso domiciliare superando le necessità di accesso ad ambiti specialistici (ospedali, ambulatori, eccetera) a favore di un processo di deospedalizzazione. Sicuramente non è possibile superare completamente gli atti assistenziali consueti, ma in molti casi possono facilitare una presa in carico coordinata anche in zone interne rurali o disagiate oltre a un monitoraggio che favorisca la presa in carico in caso di riacutizzazioni o bisogni emergenti”.

Un recente esempio di applicazione della "telemedicina" è la presa in carico domiciliare durante la pandemia Covid: in molte realtà si è basata sull’utilizzo di applicazioni di telemedicina sia per rilevazione di parametri vitali sia per attività di televisita che per condivisione e teleconsulto tra medici curanti e specialisti ospedalieri con risultati positivi.

Da ultimo Locatelli, ha sottolineato un aspetto particolare, a fronte di una sempre maggiore diffusione e applicazione della "Domiciliarità" per la cura e la presa in carico degli assistiti. “La telemedicina è destinata ad essere lo strumento necessario per il personale sanitario, dagli specialisti ai medici di famiglia agli operatori delle professioni sanitarie ai farmacisti e per questo occorre programmare percorsi di formazione comune per un utilizzo condiviso, che sia efficace, di quanto la tecnologia mette a disposizione reinventando anche Percorsi, Ruoli e Competenze”.

“L’esperienza dell’implementazione della telemedicina è strettamente legata all’avanzare della pandemia Covid – ha spiegato Maria Beatrice Stasi, Direttore Generale ASST Papa Giovanni XXIII Bergamo -. Di telemedicina si parla da tempo ma recenti sono le applicazioni massive così come recente è l’individuazione di sistemi tariffari e di rendicontazione che costituiscono il necessario corollario per uscire da esperienze di tipo meramente ‘sperimentale’. A Bergamo già dalla prima ondata Covid è emersa con forza l’esigenza di utilizzare le tecnologie per mantenere vicini i pazienti. Da aprile 2020 abbiamo attivato una piattaforma che ad oggi riguarda 12 specialità mediche e abbiamo erogato 1.300 visite. Il sistema è in forte implementazione considerate le infinite possibilità di estensione verso forme di telemonitoraggio, teleconsulto e telecooperazione tra professionisti e ospedali”.

Costantino Troise, Presidente Nazionale ANAAO ASSOMED ha spiegato: “Il potenziamento dell’assistenza domiciliare, obiettivo dichiarato del PNRR, e la presa in carico delle patologie croniche, richiede un largo uso di strumenti digitali per la gestione a distanza del paziente. La telemedicina, al cui sviluppo il PNRR destina 1 miliardo, rappresenta, dunque il futuro, anche nell’ottica di ridurre i costi e smaltire più velocemente le liste di attesa”.

Dati alla mano, Costantino Troise ha fornito i numeri della spesa per la sanità digitale: essa è cresciuta nel 2020 del 5% fino a 1,5 miliardi e le previsioni parlano di 4 miliardi nel 2024, ma per avere la resa migliore di tali investimenti occorre superare alcune criticità.

“A partire – ha sottolineato Troise - dalla carenza di medici ed infermieri, sia in termini quantitativi che di formazione, per gestire in maniera ordinaria strumenti innovativi in nuovi modelli organizzativi. Oggi il Digital Economy and Society Index pone l’Italia al 20° posto su 27 Stati membri della UE riguardo alle performance digitali, il Fascicolo sanitario elettronico è ancora poco conosciuto e poco utilizzato, lo stesso accesso alla banda larga è, come l’esperienza della DAD ha dimostrato, di gran lunga inferiore alla media europea, rischiando di aumentare le diseguaglianze sociali e culturali tra le Regioni”.

“Lo sviluppo della telemedicina è uno dei caposaldi del PNRR nella sua declinazione delle Reti di Prossimità – ha spiegato Francesco Locati, Direttore Generale ASST Bergamo Est -. In merito a questo l’investimento nelle piattaforme che consentono di attivare televisite, teleconsulti, telemonitoraggio e telecooperazione sanitaria, si collega alla qualificazione e alla formazione del personale, medici e professionisti sanitari, che sarà presente nelle Case di Comunità e negli Ospedali di Comunità. Si tratta di una sfida significativa che pone l’unitarietà del percorso diagnostico terapeutico come gold standard del welfare, in tutti i suoi aspetti più salienti”.

Ufficio stampa Motore Sanità
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